Fotografare un oggetto come questo non è semplicissimo.

Elemento sicuramente fondamentale è un buon sistema di ripresa macro, noi solitamente usiamo Canon con un ottimo obiettivo Sigma Macro Apocromatico 180 mm, oppure Hasselblad  HDII39 con obiettivo 50/110 Zoom ed anelli di prolunga macro.

Il passo successivo è la scelta della luce.

Per evidenziare tutti i particolari di lavorazione abbiamo voluto un controluce,  abbastanza deciso ma generato da un soft box  molto largo (100x150). La distanza del soft box  doveva essere molto ravvicinata rispetto al soggetto. Ci sono un paio di motivi importanti per questa distanza, vediamo chi indovina ? Lo dico io, il primo è che la rapida caduta di luce  (funzione del quadrato della distanza, legge fisica...) attenua l'effetto "gabbia di luce"  e relativo appiattimento dei toni . Il secondo è che tutte le piccole superfici a rilievo si comportano come piccole sfere di metallo lucido, e devono essere illuminate nel modo più ampio possibile per non avere lati neri.

C'è poi un altro problema : la parte laterale dell'anello verso di noi è di oro giallo ( mentre il resto è oro rosso) , e nel controluce risulterebbe nera e difficilmente correggibile, pertanto abbiamo dovuto schiarirla posizionando una luce sotto al piano di ripresa in perspex.

Il resto è semplice routine, scontornature, ritocchi, calibrazione di toni e cromìe,  ecc.

L'inserimento finale è stato guidato dall'Art Director con cui lo Studio collabora.

Nota finale d'ambiente : il fondo è un particolare di una decorazione della Reggia di Venaria Reale, non è casuale, è stato fotografato appositamente, Filippo Juvarra, l'Architetto che l'ha progettata, ci perdonerà.

A volte una ripresa macro è indispensabile, malgrado tutti i problemi tecnici che comporta.

Primo tra tutti la messa a fuoco, la profondità di campo diventa estremamente critica, il punto su cui farla con precisione è da calcolare e verificare con attenzione.

In questo tipo di ripresa mi risulta estremamente utile l'esperienza fatta a suo tempo con le macchine a banco ottico, dove l'obiettivo normale per il formato 20X25 (cm ... !!!) era l'Apo Ronar 360, e mettere a fuoco era una vera e propria acrobazia tra fisica, ottica e geometria.

Altro problema : la pulizia del soggetto, una macro tira fuori una quantità incredibile di granelli di polvere, graffi, piccoli difetti, qui Photoshop è una salvezza !

Quello che però resta un problema di fondo è la necessità di un'unità di misura, un riferimento dimensionale universalmente noto, diversamente chi guarda non ha la minima idea della grandezza del soggetto.

In questo caso il committente, Embit, ha risolto brillantemente accostando un centesimo, ben conosciuto.

#angelorosafotografo #industria #fotografiaindustriale #pubblicita #fotografiapubblicitaria #fotoecommerce #stilllife #cantieri #auto #moto #impianti 

@embit

Siamo in una enorme camera bianca della LUC&BEL  per la produzione di componenti per il biomedicale.

Nota di cronaca molto attuale: in questo settore le mascherine, cuffie, grembiuli, calzari e guanti sono di moda praticamente da sempre...

Quella che mi chiedono è una vista  praticamente a 180 gradi, in alta risoluzione, per la stampa di poster enormi.

Uso Hasselblad HD II 39 con le sue ottiche dedicate; precisione, correzioni e controlli sono totali.

C'è però un problema, il bellissimo grandangolo , HCD 28 mm , pari a circa un 17 mm per la 24x36, nitidezza estrema ed esente da distorsioni a botte, copre solo 95 gradi, me ne mancano quasi altrettanti, e la sala è talmente grande che un super grandangolo sembra un teleobiettivo !

La soluzione più ovvia sembrerebbe quella di fare due scatti ed unirli.

In realtà, dopo lunghissime esperienze e prove, ho visto che le linee prospettiche  sono difficilmente raccordabili ; pertanto ho deciso di fare cinque scatti, che poi  vengono assemblati manualmente con Photoshop.

In questo modo tutto è più gestibile.

Telefoni cellulari e macchine 24x36 hanno ormai dei software proprietari che svolgono benissimo questa funzione, assemblare vari scatti per ottenere una panoramica, ma  ancora oggi non riescono a far sembrare naturali  o almeno credibili, le prospettive, ed inoltre la qualità finale di utilizzo non è assolutamente paragonabile ad un file HD come questo, che, a circa 100x250 cm a 300 dpi , pesa un bel Giga e rotti.

 

Argomento, e deterrente, eterno, dobbiamo parlarne, cercherò di spiegarmi nel modo migliore.

Se sbaglio qualcosa sarò felice di accettare consigli, pareri e suggerimenti: telefono, messaggi e mail sono lì anche per quello, oltre che, chiaramente, per preventivi ad hoc.

Quello che vendo è un servizio personalizzato per ogni Cliente e per ogni Azienda, non vendo viti e bulloni, nel mio lavoro un listino standard è impossibile da mettere a punto, una foto può costare da un centesimo a mille euro, da cosa dipende ?

Ci sono vari elementi che determinano il costo, dipende da quanto tempo è necessario, da che attrezzatura serve, da quanto è difficile farla, e, come al solito, dal peso delle spese generali che devo sostenere per tenere aperto lo Studio .

Altre componenti che possono far variare il prezzo sono l'originalità creativa individuale dell'autore, l'unicità dell'immagine ed eventualmente l'acquisto in esclusiva di foto particolarmente complesse e creative, fatte su commissione o no.

La mitica TAU VISUAL , Associazione dei Fotografi Professionisti,  ha messo a punto un pregevolissimo listino di massima, basato anche sul livello qualitativo del Fotografo, stabilito considerando portfolio, referenze, Clienti, attrezzatura ed esperienza . L'ho usato spesso negli anni passati come riferimento, ma le vicissitudini sociali ed economiche degli ultimi anni hanno costretto un po' tutti a strizzare ulteriormente il limone, adeguandosi alle necessità del mercato, l'ecommerce ne è un esempio, prima, semplicemente, non esisteva.

In pratica, se la cosa è semplice e ci mettiamo poco tempo, spendi poco, se la cosa è complessa, difficile e lunga da fare, spendi molto.

Guardiamo un po' meglio gli argomenti.

  • - Quanto tempo serve ? Per la ripresa, io tengo sempre a disposizione un sala di posa con luci, flash, fondali e spazi, proprio per non dover attrezzare un set ogni volta, soprattutto per le foto più ripetitive . Poi ogni soggetto ha bisogno solitamente di un po' di tempo per sistemare e calibrare la luce al meglio ( un gioiello chiede una luce diversa da un prodotto cromato, da un motore nero, o da un bicchiere di latte, ovvio  ) . Fatto questo, si può procedere velocemente ed i tempi si riducono. Ecco spiegata la differenza di costo tra fare una foto e farne dieci o cento simili in sequenza. Il mio apporto positivo in questa fase è dovuto soprattutto all'esperienza, foto di quel tipo ne ho fatte tante, e so già  cosa serve per ottimizzare e quanto ci si mette. E' un abbassamento dei costi che non si vede ma c'è, se non lo sai fare in realtà ci stai provando, ed i tempi si allungano un bel po', a spese del malcapitato di turno, la difficoltà è spesso semplificata proprio da quella esperienza che vanto : le prove non le faccio sulla tua pelle. Ovviamente lo stesso set di luci e fondi si può allestire nella Sede del Cliente, lo faccio spesso, ed i risultati, soprattutto grazie al digitale, sono ottimi.
  • - Che attrezzatura serve ? Col passare degli anni ho investito centinaia di migliaia di euro in macchine fotografiche, obiettivi, sensori digitali e parco luci. Alla fine mi sono attestato su un ottimo corredo nel medio formato, Hasselblad HDII 39 , e nella 24x36, Canon 5D MARK III , entrambe con tutte le migliori ottiche che servono. Si può dunque fare la foto, ma mancano ancora i computer, tutti rigorosamente Apple perchè la grafica si è sviluppata lì , su quella piattaforma MAC (questione di virgola mobile...), questi giocattoli fanno operazioni sempre più veloci su una quantità di dati imponenti ma hanno tempi di obsolescenza rapidissimi, e ci spendi in continuazione un sacco di soldi. Insidiosa ricaduta imbarazzante : sono velocissimi e costosi, ma ti ritrovi a far fatica a spiegare al Cliente che il costo orario della postproduzione è superiore a quello di altri competitor che hanno un costo orario inferiore, verissimo, ma tempi molto più lunghi causati da macchine lente come tartarughe, spendi di più pensando di spendere meno !
  • Foto particolarmente difficili e creative.  Questa caratteristica di determinate foto può far variare di molto il costo, che deve pagare una ricerca estetica fatta su commissione o dallo Studio di sua iniziativa, ma di solito viene risolta velocemente con una trattativa diretta col Cliente. Il fatto poi che una foto sia chiesta in esclusiva o con uso limitato cambia molto le cose, ma sono casi abbastanza rari nella pratica commerciale quotidiana.
  • Collaboratori. Io abitualmente lavoro da solo, facendo ripresa e postproduzione; risolvo così le esigenze di gran parte delle commesse che arrivano in Studio. Succede però che a volte alcuni servizi richiedano, per vari motivi, il lavoro di più persone : assistenti, altri fotografi, grafici creativi, grafici tecnici , cromisti e fotolitisti, copywrirer, art buyer, modelli, stilisti, truccatori ed altri specializzati. Questa gente va naturalmente pagata. Di norma preferisco che il Cliente li paghi direttamente, però, a richiesta, provvedo a farmi carico delle loro fatture, girando poi il costo al Cliente, con una ricarica che tenga conto della tassazione e della percentuale di incidenza delle spese generali dello Studio . Tutto questo può cambiare molto il costo di un servizio.

Aggiungo un paio di note importantifondamentale è il colloquio tra Cliente e Fotografo, chiedere non costa nulla, e se io non conosco le tue esigenze difficilmente potrò esserti utile, meglio che parliamo, ci guadagnamo tutti,  ed altrettanto fondamentale è la Fiducia : se non ti fidi di me non serve stare a parlare, sono il tuo consulente  per la Fotografia Aziendale, e mi conviene farlo bene.