AUTOMOTIVE

E' stata l'auto di James Bond, a partire dai tempi dell'agente 007 in Missione Goldfinger.

Elegantissima.

Questo colore non è quello dei film, il grigio leggendario, ma non è spiacevole e le dona quell'aria vagamente nobiliare tipicamente britannica che spesso associamo alle Auto d'epoca Inglesi, Rolls Royce, tanto per non far nomi, o Jaguar o Bentley e via dicendo, tutte Marche che hanno lasciato un'impronta storica  importante nel mondo dell'Automotive.                                  

Dovendola fotografare, ho incontrato subito un problema che non è raro per auto di questo genere : non può girare in strada, almeno oggi, per problemi di burocrazia, pertanto ti scordi le locations in ville, parchi, prati "all'inglese", fiumi, mari e laghi, albe e tramonti, in pratica tutti i bei posti in cui ci andresti a girare.

La fotografi lì dov'è, così com'è, c'è il muro di un capannone, posto obbligato, e di quello ti devi accontentare.

Di conseguenza tutta la mia attenzione si è concentrata nel valorizzare le linee dell'auto, e nel fare estrema attenzione che nel fondo non si vedessero elementi di disturbo, che ci sono sempre , tubazioni, porte e portoni, e tutto quello che normalmente c'è ma a cui non facciamo caso. La colonna lì dietro dà un po' fastidio, avrebbe bisogno di due colpi di Photoshop, ma per questo genere di foto mi sono imposto la regola di ritoccare meno possibile, spesso un ritocco potrebbe essere fonte di guai commerciali per il Cliente, come pure la pubblicazione senza autorizzazione esplicita.

Questa è quasi sempre l'inquadratura che preferisco quando la linea è complessa ed importante, pur senza trascurare il "volto" , la calandra ed i gruppi ottici; è il tre quarti anteriore un po' dal basso, rigorosamente con teleobiettivo e polarizzatore : gli interni si vedono, non ci sono riflessacci ( fortunato ! non c'erano ? c'erano sì, ma basta sapere evitarli con le angolazioni o smorzarli col filtro)  ed il colore stacca bene dal fondo, che a sua volta non distrae l'occhio, tutto concentrato sull'auto.

Chiaramente per questo tipo di ripresa non esistono regole assolute, ogni auto chiede le sue ( qui la lunga esperienza è una bella carta da giocare), e poi conta molto il tipo di sensibilità di chi scatta.

Ultima nota, dovendola spostare, sento un bel motore e vedo che ha una  buona ergonomia al posto di guida , insomma il vecchio James se l'è goduta proprio !

Per questa elegantissima FERRARI 250 GTE ho scelto la foto che preferisco dallo shooting completo che la riguardava.

Dal punto di vista fotografico, qui sono applicate tutte le mie regole per una delle inquadrature più importanti e sintetiche: 3/4 anteriore con teleobiettivo, luce morbida da cielo velato, altezza di ripresa circa un metro e settanta, sfondo omogeneo senza elementi di distrazione dell'occhio, polarizzatore applicato al 90% per non spegnere tutti i riflessi dei vetri e carrozzeria.

Parlando invece dell'importanza dell'auto, la produzione è dal 1960 al 1963.

La 250 era posseduta da Ferruccio Lamborghini, è stata il "casus belli" della diatriba, nata tra i due, che diede inizio alla produzione di auto Lamborghini.

Alla lite assisteva, ovviamente, quello che è diventato il collaudatore storico di Lamborghini, Valentino Balboni.

Altro cliente illustre è stata la Polizia di Stato Italiana, che ne aveva un famosissimo esemplare in colore nero, comparso in vari film polizieschi.

Carrozzeria Pininfarina, classe raffinatissima.

Un'occasione unica : Bugatti EB 110  ed una 110 SS , dello stesso colore, fotografate esattamente nella linea di produzione da cui sono uscite.

Lo ricordo bene perchè a quei tempi avevo fotografato la catena di montaggio, a Campogalliano, con le auto che prendevano vita, mentre all'esterno del capannone una 110 a metano girava furiosamente per il collaudo. 

ELECO S.C.

Parlo spesso di questa Azienda, quasi mezzo secolo di collaborazione non è uno scherzo, ed abbiamo fatto insieme foto in posti incredibili quanto inaccessibili.

Mentre fotografavo sui loro monitor la progettazione di un sistema di produzione avveniristico, ho visto questo poster sul muro.

Ricordo bene, era la cabina elettrica dell'impianto di verniciatura di una nota fabbrica di auto, a Maranello.

Quella in primo piano è la carrozzaria di una Ferrari 308 GTB , il GTO era nella sala accanto.

A dirlo adesso non ci si crede.

Era tutto normale, una "fabbrica di auto" come ce n'erano altre, Maserati, Lamborghini, De Tomaso, Bugatti, splendide vetture, eleganti, aggressive, performanti, sportive, ma ancora nessuna mitizzazione, nessuna esaltazione.

Si produceva bene e con passione, spesso in silenzio, cosa che poi forse ci è mancata, assieme a quei modelli ormai divenuti Auto d'Epoca.

Continuo però a vederli, sono diventato un Fotografo di Auto d'Epoca , e piano piano me le rivedo tutte, ma questa è un'altra storia.

 

SCN, Società Carrozzai di Nonantola, con un bel gruppo di auto sportive d'epoca in fase di restauro.

Lamborghini Miura la fa da padrone, ma non manca qualche Countach, Ferrari, Bizzarrini, assieme tante altre.

Un know how antico applicato ogni giorno a lamiere e telai che tornano praticamente nuovi , 

prima del reparto di verniciatura che li aspetta. 

Artigianato d'eccellenza nella Motor Valley , nel territorio di Modena, Emilia Romagna.

Per fare questa foto panoramica sono state necessarie due ore di posizionamento delle auto, per avere la massima visibilità

e per  descrivere la ricchezza dei colori (da sempre punto di forza di Lamborghini ).

Sulla parete a sinistra, in rosso, i tralicci in tondino su cui si modellano le parti della carrozzeria ,

importantissimo patrimonio di conoscenze applicate.

Sulla parete a destra invece mi piace vedere il megaposter che ho progettato, 

con tutte le persone dell'azienda, le lavorazioni ed i particolari più significativi.

Questo tipo di poster mi appassiona moltissimo, un bel discorso su tutta la realtà aziendale, fatto con le foto.

Per questo genere di foto è fondamentare valutare bene il tipo di luce e la sua distribuzione,

e scegliere con attenzione ora e giorno per lo shooting.

Qui un cielo velato ha permesso di eliminare le ombre nere, dure e nette, che avrebbero resa difficile la 

leggibilità delle auto, ed ha ridotto la caduta di luce nella parte destra del capannone.

Il punto di ripresa è abbastanza elevato , circa due metri e mezzo, ma non tanto da rimpicciolire i soggetti.

Il grandangolo è d'obbligo, un 17 mm, su Canon 5D Mark III.

 

 

Ormai ho perso il conto di quante ne ho incontrate.

Singole, gruppi, tutti i colori più fantasiosi ed audaci, in lamiera, in stucco, in verniciatura, meccanica, motori, pistoni, bielle, ammortizzatori, impianti elettrici, interni, volanti, sole in location o tra la folla dei Concorsi di Eleganza ... malgrado questo un Miura resta sempre una delle più belle auto mai viste, con buona pace dei designer moderni e delle linee talmente esasperate da diventare stucchevoli, la stessa differenza che c'è tra le grandi attrici italiane  e le veline inflazionate in tv.

(Perchè "un" Miura ? perchè in fin dei conti il Miura è un toro, indiscutibilmente maschile )

Grazie ancora a Marcello Gandini, ed alla Carrozzeria Cremonini che ha reso possibile questo scatto.

Una delle prime fortune inaspettate che mi capitò, lo shooting,  commissionato dalla Casa d'Aste Bonhams,  su questa vettura  incredibile che nessuno vede mai.

Bella, decisamente bella.

Fu realizzata nel 1965 dalla Carrozzeria Neri e Bonacini , a Modena.

Carrozzeria in alluminio realizzata a mano dai battilamiera per vestire il telaio di una, già gloriosa di suo,

Lamborghini 400 GT allora in produzione di serie.

Nota tecnica per gli appassionati di fotografia : avevo a disposizione una serie di filtri polarizzatori, otticamente splendidi, quelli che di solito usavo sulle macchine a banco ottico,in questo scatto decisi di farne lavorare uno, ma soltanto al minimo, mi piaceva l'effetto brillante della luce su vetri e carrozzeria, polarizzare del tutto significava spegnere questa brillantezza.

Non è vero che tutti i riflessi devono sparire , quelli giusti servono a disegnare profili, superfici e materiali, devono esserci, anche se dosati con attenzione.